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The Paper Boy

 

The Wall

di Massimo Forleo

Fonte: La Leggenda e la Storia dei Signori del Suono

 

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I quattro si ritrovano nell'aprile del 1979 e per sette mesi lavorano insieme al nuovo progetto di Waters The Wall, registrando in Francia, a New York e a Los Angeles. Il 16 novembre esce sul mercato un loro nuovo 45 giri, Another Brick In The Wall, Part Two. Erano undici anni che i Pink Floyd non realizzavano più un singolo, dal tempo di Point Me At The Sky. In poche settimane Another Brick... diviene numero uno nelle classifiche di vendita anche se è accolto con grandi riserve dalla stampa, causa il suo aspetto antieducativo. Infatti nel brano un coro di bambini della Islington Green School canta "noi non abbiamo bisogno di istruzione... ". Il 30 novembre esce The Wall, un album doppio, il loro secondo dopo Ummagumma. The Wall nasce come un progetto ambizioso. Riprendendo la precedente esperienza di The Dark Side Of The Moon i Pink Floyd puntano alla costruzione di un ampio racconto musicale: l'obiettivo è di realizzare, servendosi degli schemi musicali moderni, un affresco autobiografico e un apologo sulla separazione nella civiltà contemporanea. Va subito detto che il linguaggio utilizzato non è, come si suol dire, "di tendenza": essi infatti si servono ecletticamente di tutte le nozioni, gli schemi, le reminescenze capaci o piegabili alla loro costruzione sonora (potremmo dire: compatibili con il loro sound). Non è vero, come qualcuno ha sostenuto, che i Pink Floyd per stanchezza e per fine commerciale sono passati alla "disco-music". Certamente è vero che essi in Another Brick In The Wall si avvicinano alla "disco", ma sempre con intelligente autonomia. D'altra parte, proprio per il carattere di "summa" di tutte le loro esperienze, questa "composizione" riesce ad abbracciare moltissimi generi musicali, i più vari, anche se già sperimentati. Rispetto a Animais, commercialmente venduto ma sostanzialmente statico come esperienza musicale (Animals sarebbe potuta essere una buona opera prima di altri gruppi, non per i Pink Floyd), con The Wall riescono a raggiungere il duplice scopo di mantenere vivo il passato e di proiettarsi verso nuove generazioni. A loro merito va innanzitutto ascritta l'alta qualità professionale, un mestiere così forte da riuscire a dominare unitariamente lezioni, spunti ed obiettivi anche commercialmente così diversi. Con The Wall raggiungono anche l'altro obiettivo, da loro sempre richiamato, di avvicinare i fans della musica rock alla musica sinfonica classica e i patiti del sinfonico al rock. Tornando nel merito dell'album si può rilevare che scorrono in sintonia entrambi i linguaggi usati, quello musicale e quello delle parole: la matrice comune è la forte capacità evocativa ricavata sia con suoni onomatopeici sia con quelli veri e propri della realtà (elicottero, stazione, telefono, voci di bambini, ecc.) sia con reminescenze sinfoniche e per ultimo con testi di ampio contenuto retrospettivo e simbolico. Sorprende invece, e positivamente, la loro capacità di riagganciare le cadenze musicali del cabaret tedesco degli anni '20-'30 e il quadro desolante delle devastazioni morali prodotte dalla guerra della Sinfonia di Leningrado e dell'Ottava Sinfonia di Sostakovic. Potremmo difatti dire che per il brano The Trial le stesse cose che Massimo Mila dedica alla musiche di Kurt Weill: "II canto sconfina a tratti in una declamazione ritmata a bassa voce roca e sensuale... piena di sconcerto morale e di ambiguità erotiche e sessuali". Evidentemente questo periodo storico, anche per la rilevanza autobiografica che ha per Roger Waters, è condizionante per tutta la struttura dell'opera. The Wall, il muro, allora come ora, rappresenta tutte le barriere interposte fra la comunicazione umana. Ogni mattone, ideologico o musicale che sia, può essere un elemento di rafforzamento della divisione o finalmente di disgregazione della parete.Se dovessimo attenerci a quello che dice Roger Waters in pubbliche interviste, si dovrebbe concludere che tutto il disco è una autobiografia, per le cose dette e per quelle musicate, per le immagini evocate e i concetti costruiti. Quello che senza dubbio si riscontra è l' utilizzazione di effetti sonori (suoni, rumori, musiche) come struttura realistico-musicale unificante, ossia come la traccia, il paradigma intorno a cui oscillano tutte le fasi del racconto e su cui si sarebbe tentati di fare un'analisi psicologica. Resta in piedi che i testi hanno la stessa rilevanza della musica e che conservano a tratti un voluto alone di mistero. A titolo esemplificativo e contrapponendo immagini realistiche e simboliche, riportiamo alcuni passi:

"Papa è volato attraverso l'oceano lasciando soltanto un ricordo, un 'istantanea nell'album di famiglia... Dopo tutto era soltanto un mattone nel muro... C'erano alcuni maestri che volevano ferire i bambini ogni volta che potevano... Maestri lasciate soli i ragazzi... Dopo tutto era soltanto un mattone nel muro... Voglio andare a casa, togliermi questa uniforme... Dopo tutto era soltanto un mattone nel muro... Buon giorno Vostro Onore, il prigioniero che ora vi sta davanti è stato preso con le mani insanguinate, mostrando sentimenti di natura quasi umana, che vergogna... Dopo tutto era soltanto un mattone nel muro... E quando ti hanno dato tutto alcuni barcollano e cadono. Dopo tutto non è facile sbattere il tuo cuore contro il muro dei pazzi mendicanti".

Suoni e Immagini

 

II film "The Wall" è stato presentato in anteprima al 35esimo Festival di Cannes il 22 maggio 1982, a mezzanotte. Su questo film se ne sapeva molto poco ed era circondato da un alone quasi magico. Le interviste rilasciate dal regista Alan Parker all'epoca furono rare, scarne e succinte. "Il film ricorda la storia di un uomo che pesca nel fondo della memoria, un viaggio nel fondo della sua follia. E durante questo viaggio lo incontriamo in diverse età della vita, come se sfogliassimo un album di foto di famiglia. Un uomo, però, che costruisce come un muro attorno ai suoi sentimenti, un mattone oggi, uno domani; e questo muro lo separa sempre di più dal mondo che lo circonda. Un muro immaginario fatto di mattoni immaginari. Suo padre è morto nelle battaglia di Anzio, durante l'ultima guerra; lui quindi non lo ha mai conosciuto: prima pietra. E sua madre ha voluto compensare questa mancanza, questa assenza, con un amore che lo soffoca: seconda pietra...". "The Wall" non è quindi una registrazione filmata di un concerto e, anche se non ha caratteristiche narrative lineari, non è un film in cui predomina il dialogo, è un'opera che difficilmente si dimentica. "The Wall" racconta, a forti tinte ed immagini, la storia di Pink, un bambino che diventerà una rock-star inglese e che, colpito dalle pressioni e dalla droga del successo, cadrà in uno stato catatonico. Pink è impersonato dal cantante dei Boomtown Rats, Bob Geldof, scelto, a detta di Alan Parker, per le sue "pericolose qualità". I Pink Floyd avrebbero potuto fare un film-concerto e farlo uscire velocemente sugli schermi, sarebbe stato di certo un grosso successo. Ma i Pink Floyd hanno sempre cercato di fare qualcosa di diverso. "Roger Waters" ha dichiarato Alan Parker "erano anni che voleva tirare fuori un film dall'album, ma non riusciva a capire come farlo". Parker racconta ancora di essere ritornato a Londra dopo aver ultimato "Fame" e di aver parlato ad un funzionario della EMI dello stato d'impasse dell'industria cinematografica inglese: "Guarda The Wall, un album n. 1 in Dio sa quanti paesi, una linea narrativa ovvia, dov'è il film? E' possibile che nessuno della divisione dischi abbia mai fatto sentire i nastri a qualcuno della sezione film?". Finalmente Parker riuscì a mettersi in contatto con Waters. "All'epoca", continua Parker "io volevo solo dirgli chi evitare dell'industria cinematografica. Gli dissi anche che non aveva bisogno di altri sceneggiatori. Doveva essere lui l'unico scrittore. Io mi ero già interessato ad altri progetti di film 'rock'n'roll' e mi ero reso conto che le intenzioni originali dei creatori si perdevano attraverso questo processo. Una storia esemplare è stata quella di 'Sergeant Pepper'. Il mio consiglio a Waters fu di non scrivere una sceneggiatura convenzionale, ma di seguire le linee narrative dell'album: così è nato 'The Wall'. Il film dura novantanove minuti e raccontare una storia solo con la musica è stato abbastanza difficile. Io butto giù dialoghi tutto il giorno, ma in questo film non c'è più del 5 per cento di dialogo. Ma è lì, dietro la musica. 'The Wall' è un'espressione molto dolorosa, ma al dolore di Waters ho aggiunto un po' della mia rabbia. Quest'opera appartiene a trepersone: a me, a Roger e a Gerald Scarfe." Infatti un elemento chiave del film sono i venti minuti di cartoni animati di Gerald Scarfe che ormai da tempo progetta gli spettacoli dal vivo dei Pink Floyd. I cartoni animati hanno, nell'economia del film, il ruolo di metafore che contraddistinguono certi avvenimenti della vita del protagonista in chiave simbolica, surreale. Ci sono, per esempio, scene in cui i fiori prima fanno l'amore e poi si attaccano selvaggiamente, oppure in cui una schiera di martelli marcia al "passo dell'oca".
Ha detto a proposito di "The Wall" Gerald Scarfe: "Questo film ha avuto una lunga storia. Roger l'ha scritta tre anni fa e insieme abbiamo lavorato alla sceneggiatura per molto tempo, però ci siamo accorti che occorreva qualcuno che sapesse fare cinema. Per me il cinema ha sempre significato una pittura complessa e quando si lavora ad un progetto non si può sapere quanto le immagini saranno veramente violente. Sarà però difficile fare uno spettacolo più grande di 'The Wall'. Sembra che Alan Parker, appena iniziate le riprese, abbia scritto una lettera allo staff tecnico in cui paragonava il film a Livingstone che risale lo Zambesi. Una volta ultimato, rivedendolo, ha detto Alan Parker: "Sembra di buttarsi giù dalle cascate Victoria dentro un barile". La musica di "The Wall" è stata prodotta, oltre che da Waters, anche da David Gilmour, che in un'intervista rilasciata a Peter Goddard del Toronto Star ha dichiarato: "Avevamo preso un regista già alcuni anni fa e avevamo ingaggiato varia altra gente, fra cui uno sceneggiatore. Ma stavamo cercando di fare troppo. Come poi è risultato, l'album, i concerti dal vivo e il film sono tre progetti diversi. Ciascuno ha avuto bisogno di moltissimo tempo per essere completato e cosi abbiamo deciso di lasciar cadere l'idea del film per continuare con la realizzazione dell'album. Non che l'album originale fosse stato inteso come una colonna sonora, era stato inteso per essere pienamente e completamente un disco. Probabilmente però incidemo alcuni brani che dovevano essere inclusi nel film ma che poi sono stati tolti. L'album, i concerti e questo film raccontano tutti e tre fondamentalmente la stessa storia. La musica è sempre la stessa, solo che la metafora è molto più specifica nel film. Il film è molto autobiografico e si riferisce alla vita di Roger che ha scritto la storia". Il film differisce dall'album per il suo tono. The Wall, come disco, ha i suoi momenti delicati e anche scherzosi, come opera cinematografica è più violenta e Gilmour si dice "disturbato" dal fatto che sullo schermo si perda un po' dell'humour che trovava ci fosse nell'album originale. "E' stata una scelta di Roger e di Parker", continua Gilmour "creare una storia più precisa, più dura e più forte. Il disco infatti si compone di testi, maniera di cantare ed effetti sonori in modo non così specifico come nel film. Sul disco, per esempio, c'è un riferimento a 'Papa è volato lungo l'oceano ' invece che 'Papa è stato ucciso ' come viene detto nel film. Che poi è la vera e pura verità, comunque. Il padre di Roger, infatti, è stato ucciso ad Anzio, in Italia, durante la guerra, prima che lui potesse conoscerlo".