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The Paper Boy

Fonte Rolling Stones - Marzo 2005

Confuso e infelice

di Earl Kirsmer

Se siete portati a credere a quello che sentite dire in giro, piuttosto che alla realtà delle cose, Syd Barrett può essere morto,dietro le sbarre o in uno stato vegetativo. In realtà Syd è a Cambridge, nella città in cui è nato, vivo e confuso come sempre.

Nel 1966/67, Barrett era il chitarrista di punta dei Pink Floyd. E' stato lui a dare il nome alla band e a scrivere gran parte della loro musica, incluso gli unici due singoli di successo che la band abbia mai realizzato. Lo stile misterioso e immaginifico della sua chitarra elettrica e la sua presenza sul palco, simile a un folletto, fecero di lui un'autentica figura di culto nella nascente scena underground di Londra, che iniziava allora a raggrupparsi intorno al club UFO e al Rondhouse. I Pink Floyd erano una house-band e la musica andava avanti fino alle ore piccole.
Cambridge è a un'ora di treno da Londra. Di questi tempi Syd non vede molte persone. Fargli visita è una sorta di intrusione nel suo mondo estremamente privato. "Stò scomparendo", racconta, "stò cercando di stare lontano da quasi tutto". Sembra molto teso, a disagio. Ha un viso scavato e pallido, i suoi occhi evocano uno stato di shock permanente. La sua bellezza ricorda quella di un fantasma, quel tipo di bellezza che di solito si associa ai poeti del passato. Adesso porta i capelli corti, spettinati, scomparsi i riccioli ondulati. I pantaloni di velluto e i nuovi stivali verdi di pelle di serpente mostrano un certo attaccamento allo stile di un tempo. "Stò percorrendo il sentiero all'indietro" dice sorridendo. "In generale, l'unica cosa che faccio è perdere tempo". Cammina tanto:"Dodici chilometri al giorno. Prima o poi si dovrà vedere ma non sò come".
"Mi spiace di non riuscire a parlare in maniera molto coerente", mi dice." E' piuttosto difficile pensare che ci sia qualcuno veramente interessato a me. Ma capisci, amico, sono completamente in me. Penso persino che sia giusto cosi".
A volte Syd risponde direttamente a una domanda. Per la maggior parte, le sue risposte son frammentate, una sorta di flusso di coscienza (una delle sue canzoni, Golden hair, prende il testo da una poesia di James Joyce): "Sono pieno di confusione e chitarre", dice. "L'unico lavoro che ho fatto negli ultimi due anni è stato rilasciare interviste. Ormai sono molto bravo a farlo". In realtà, Syd nel frattempo ha fatto due album, prodotti dai Pink Floyd. Syd sostiene che The Madcap Laughs, il primo, era piuttosto buono: "Come un dipinto grande quanto la cantina". Prima che i Pink Floyd prendessero il volo, Syd ha frequentato la scuola d'arte. Dipinge ancora. A volte folli grovigli fatti di grosse macchie. A volte pezzi composti da semplici linee. Il suo dipinto preferito è un semicerchio bianco su una tela bianca.
Nella cantina in cui trascorre gran parte delle giornate, Syd siede circondato da dipinti, da amplificatori e chitarre. Li si sente al sicuro, nel sottosuolo. Come un personaggio uscito da una delle sue stesse canzoni.
Syd dice che il musicista che preferisce è Jimi Hendrix: "Sono stato in tour con lui sai? Io e Lindsay (un'ex fidanzata,ndr) di solito ci sedevamo in fondo all'autobus e Jimmy sedeva davanti. Ci filmava. Ma non abbiamo mai parlato veramente. Era cosi. Molto gentile. Era migliore dell'opinione che di lui aveva la gente. Anche se era molto cosciente della sua consapevolezza. Si rinchiudeva in camerino con la televisione e non faceva entrare nessuno".
Anche di Syd si diceva che amasse rintanarsi dietro porte chiuse, rifiutandosi di vedere chiunque a volte per giorni interi. Spesso durante gli ultimi mesi con i Pink Floyd, saliva sul palco e non suonava più di un paio di note nel corso di tutta l'esibizione. "Hendrix era un chitarrista perfetto. Era ciò che volevo diventare quando ero piccolo. Suonare a dovere una chitarra e saltellare in giro. Ma troppe persone si sono messe di mezzo. Per me era tutto troppo lentoo. Suonare. Il ritmo delle cose. Voglio dire io sono uno che scatta veloce. Il problema era che, dopo aver suonato con il gruppo per qualche mese, non riuscivo più a raggiungere quel punto"."Posso sembrare in difficoltà ma è perchè sono terribilmente frustrato per quanto riguarda il lavoro. Il punto è che quest'anno non ho fatto niente, probabilmente ho passato il tempo a dire sciocchezze, cercando di fornire spiegazioni esaurienti a più non posso. Ma l'altro aspetto del non lavorare è che nonlavorando finisci per pensare in maniera teorica".
Gli piacerebbe mettere in piedi un'altra band: "Ma non riesco a trovare nessuno. Questo è il problema. Non sò dove siano. Voglio dire, penso che ci debba essere qualcuno con cui suonare. Se volessi suonare per bene, avrei bisogno di gente molto in gamba". Syd esce dalla cantina e sale in una stanza silenziosa, piena di foto sue e della sua famiglia. Era un bel bambino. Arriva il tè, con torta e biscotti. Come molti innovatori, Barrett sembra aver perso la possibilità di essere apprezzato per colpa solo sua. "Mi piacerebbe essere ricco. Avere un sacco di soldi da mettere nelle mie attività e con cui comprare da mangiare per tutti i miei amici"." Prima che tu te ne vada, ti farò vedere un libro con le mie canzoni. Penso sia davvero entusiasmante. Sono contento che tu sia qui". Tira fuori una cartella contenente tutte le canzoni registrate fino a oggi, battute accuratamente a macchina, senza la musica. La maggior parte sono a se stanti, come testi scritti. A volte sono pezzi semplici, lirici, anche se mai privi di una leggera ironia. Altre volte sono immagini surreali, che si intrecciano come in un sogno, echi di un'immagine creata dalla mente che sfida l'analisi tradizionale. Al momento la canzone preferita di Syd è Wolfpack, un crudo pezzo minaccioso e claustrofobico che finisce cosi:

 

 

 

 

Mild the reflecting electricity eyes
The Life that was ours grew sharper
And stronger away and beyond
Short wheeling fresh spring
gripped with blanched bones moaned
Magnesium proverbs and sobs

("Mite l'elettricità che riflette osserva
La vita che per un attimo fu nostra
E' caduta via alla fine
Breve roteare, preda fresca
Gocciolante di carne e ossa si lamenta
Magnesio, proverbi e singhiozzi")

 

 

Syd pensa che le persone che cantano le proprie canzoni siano noiose. Non ha mai inciso una canzone di qualcun'altro. Tira fuori una chitarra e inizia a strimpellare una nuova versione di Love You dall'album di The Madcap Laughs. "Ci ho lavorato su, ieri". E' una Yamaha. Si ferma e le dà un'accordatura regolare, scuotendo la testa. "Mai mi ero sentito tanto vicino a una chitarra come a quella d'argento con gli specchi che usavo tutte le volte sul palco. L'ho scambiata per quella nera, ma non l'ho mai suonata".
Syd adesso ha 25 anni e si preoccupa di invecchiare. "Non sono sempre stato cosi introverso", racconta. "Credo che i giovani dovrebbero divertirsi un mondo. Ma non mi sembra mi sia mai successo".
All'improvviso indica fuori dalla finestra. "Hai visto le rose?Hanno una gamma intera di colori". Syd dice di non prendere più acidi ma non ne vuole parlare: "Non c'è niente da dire. Davvero". Si dirige in giardino e sistema una vecchia seggiola di legno. "Una volta che sei preso da qualcosa...", mi dice, con aria perplessa. Si ferma: "Non credo sia facile parlare con me. Ho una mente molto sregolata. E comunque non sono niente di quello che tu pensi che io sia".