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The Paper Boy

Articolo tratto dal mensile “Ventiquattro”

 

NEW ENERGY
L’ex centrale elettrica simbolo del dinamismo britannico, che i Pink Floyd vollero sulla copertina di Animals, sta per rivivere: un gigantesco polo del lusso. Entro il 2009, avverte Nicol Degli Innocenti, ospiterà 600 tra negozi e bar, 750 appartamenti e un ristorante sulla sommità della ciminiera più alta.

IL RISTORANTE PIÙ ESCLUSIVO di Londra, se non del mondo, sta già accettando centinaia di prenotazioni, anche se aprirà solo nel 2009. Avrà un unico tavolo rotondo sotto un tetto di vetro a 104 metri di altezza e una vista spettacolare sulla capitale. Il ristorante garantirà la più assoluta privacy:
gli ospiti, diciotto al massimo, saranno infatti accompagnati in ascensore fino quasi alla sommità della torre, saranno invitati a sedersi intorno al tavolo e poi lasciati soli. I camerieri spariranno.
L’intera stanza circolare si solleverà trasportando tavolo e commensali in alto fino a che saranno all’interno della cupola di vetro che fa da tetto. La parte centrale del tavolo scenderà su e giù per portare il cibo, i vini e i piatti richiesti, lasciando gli ospiti liberi di conversare e ammirare la vista sul Tamigi e sui tetti di Londra.
Questo ristorante, unico al mondo, sarà sulla sommità di una delle ciminiere della Battersea Power Station, l’immensa centrale elettrica dismessa che da decenni troneggia sulla riva destra del Tamigi a pochi passi da Chelsea e Westminster. La ciminiera, che svetta bianca nel cielo inglese, è il campanile di quella che è stata definita la “cattedrale laica di Londra” per le sue dimensioni e per la sua importanza nella vita della capitale.
Disegnata da Giles Gilbert Scott, l’architetto che ha creato anche la celeberrima cabina telefonica rossa e l’altra centrale elettrica londinese che ospita il museo Tate Modem, la Battersea Power Station fu inaugurata nel 1933 e ampliata nel 1953. Per decenni ha generato un quinto dell’elettricità necessaria per illuminare e riscaldare Londra, ma la sua importanza è sem­pre stata superiore alla sua funzione. Fin dall’inizio Battersea è stata infatti concepita come grandioso simbolo delle capacità britanniche, un monumento all’orgoglio degli ingegneri e alle ambizioni di una potenza industriale. Ogni re, regina, presidente, notabile o grande imprenditore in visita dall’estero veniva portato a visitare la cattedrale laica dell’ex potenza imperiale. Per questo la bellezza del design e la ricercatezza dei dettagli architettonici e decorativi - marmi, colonne, piastrelle Arts Déco - vanno ben oltre la norma per un edificio industriale.
L’edificio è diventato famoso in tutto il mondo quando i Pink Floyd l’hanno scelto, nel 1977, per la copertina dell’album Animals come simbolo del più bieco e deleterio capitalismo. Nella foto la centrale appare minacciosa in tutta la sua immensa mole, tra rotaie abbandonate e cumuli di carbone e rottami, con un cielo tempestoso sullo sfondo. Roger Waters, il leader del gruppo, ispirato dalla celebre satira politica della orwelliana Fattoria degli animali, decise tra mille difficoltà tecniche di issare un immenso maiale gonfiabile sopra la centrale come simbolo dell’avidità. Nel libro di George Orwell, i maiali sono gli animali più intelligenti che organizzano la rivolta contro il padrone oppressore per poi diventare altrettanto oppressivi e dittato­riali una volta conquistato il potere. Il maiale gonfiabile dei Pink Floyd era così grande che ruppe le corde che lo ancoravano a terra e prese il volo verso Sud, tra lo sconcerto e il divertimento dei londinesi che se lo videro passare sulla testa. Un pilota di aereo se lo trovò di fronte mentre si preparava alla discesa verso l’aeroporto: chiamò la torre di controllo e non fu creduto, fu anzi accusato di guidare in stato di ubriachezza, Da allora migliaia di fan dei Pink Floyd si sono fatti fotografare con la centrale sullo sfondo, mentre Animals è uno dei pochi album ad avere un sito dedicato.
Battersea, che ha smesso di funzionare come centrale elettrica nel 1982, è poi stata usata come sfondo per molti concerti rock e come set per film tipo Superman e Tomb Raider, ma soprattutto è stata una presenza nel cuore della città. Impossibile non notarla, impossibile ignorarla, impossibile restare impassibili o indifferenti: la Power Station la si può solo amare o odiare con altrettanta passione. Gli ammiratori di quello che molti londinesi chiamano “il tavolo rovesciato” sembrano essere la maggioranza, e la proposta di demolire la struttura non è mai stata presa sul serio. Così è rimasta ferma, vuota e inutile, pur nella sua grandiosità, fino a quando nel 1984 l’ex premier Margaret Thatcher indisse una gara per trovare un nuovo utilizzo per l’ormai ex centrale. Vinse l’imprenditore John Broome con l’idea di trasformare Battersea in un immenso parco divertimenti”. Ma pochi anni più tardi, dopo avere speso milioni di sterline per rimuovere il tetto di amianto e per consolidare la struttura, fu costretto a dichiarare bancarotta e ad abbandonare il progetto.
Nel 1993 la società immobiliare Parkview lnternational acquisì la centrale per una cifra simbolica, accollandosi però i debiti di Broome. Presidente della società è Victor Hwang, un ricchissimo imprenditore residente a Londra il cui padre fece fortuna con il boom immobiliare a Taiwan e Hong Kong. Dietro la decisione di comprare Battersea c’è la passione personale di Hwang. Le origini del suo interesse sono quasi romantiche: da bambino Hwang vedeva la centrale dal finestrino del treno, tornando da scuola, e fantasticava su quell’edificio cosi imponente e misterioso. Da buon imprenditore, però, l’adulto Hwang ha anche visto un’opportunità commerciale nella riqualificazione dell’immenso sito di 15 ettari, l’unica parte di lungofiume londinese a non essere ancora stata trasformata. Il ristorante “monotavolo” è solo una delle tante idee all’interno di un mega­progetto da 1,1 miliardi di sterline che punta a trasformare l’ex centrale elettrica di Battersea in un centro commerciale e residenziale con negozi, alberghi, appartamenti, un centro congressi e un grande cinema.
La passione di Hwang è stata messa a dura prova: ci sono voluti più di dieci anni per superare le barriere imposte dalla burocrazia e ottenere tutti i necessari permessi dalle autorità locali. Battersea è tutelata dalle Belle Arti inglesi che vigilano su ogni aspetto della ristrutturazione dell’enorme edificio d’acciaio ricoperto di mattoni. «Fin dall’inizio abbiamo avuto la netta sensazione che la centrale non appartenesse a noi ma a Londra, che noi siamo solo i custodi di uno dei simboli della città», spiega lan Rumgay, il direttore comunicazione di Parkview lnternational. Ora sono iniziati i lavori nel “cuore” del progetto, la centrale stessa. Quello che era l’ufficio del direttore, un trionfo Art - Déco con un grandioso ingresso in marmo, piastrelle bianche e nere fino al soffitto, pannelli di ottone sbalzato e i massicci strumenti di controllo originali, diventerà un ristorante. Le due ali dell’edificio ospiteranno 600 tra negozi, bar e ristoranti. «Non ci saranno supermercati o grandi magazzini», afferma Rumgay". «Vogliamo solo boutique di moda, design, gioielli e prodotti sofisticati. Contiamo di avere molti nomi italiani». L'immensa sala delle turbine, delle dimensioni di Trafalgar Square, sarà lasciata vuota per mantenere intatta l’atmosfera dell’edificio. Questo spettacolare spazio sarà usato per sfilate di moda, concerti ed eventi come la London Fashion Week o il London Jazz Festival. In cima alla centrale, appena sotto il tetto di vetro, ci sarà un boutique-hotel disegnato da Ron Arad con 50 suite di quasi 200 metri quadri ognuna, con viste strepitose sulla città.
Il progetto prevede anche una serie di nuovi edifici, nessuno dei quali per legge può svettare al di sopra della centrale. Un albergo Grand Hyatt con 360 stanze si snoderà attorno a Battersea come un enorme drago cinese. Quattro cubi di cristallo con una torsione centrale a fiocco ospiteranno gli uffici, mentre un altro albergo per conferenze avrà 700 stanze e un immenso auditorium da 4.500 posti. Poco lontano la parte residenziale: 750 appartamenti con grandi pareti in vetro in due edifici collegati.
Uno stuolo di paesaggisti e giardinieri pianterà un milione di alberi e trasformerà lo spazio tra il fiume e la centrale in un giardino con laghetti artificiali sui quali d’inverno sarà possibile pattinare. D’estate, il giardino pullulerà di fontane zampillanti. Le massicce gru sulla riva del fiume, che un tempo sollevavano i carichi di carbone portati via barca per nutrire l’inestinguibile fame della centrale, saranno restaurate e preservate dalle Belle Arti.
«La centrale resterà un centro di generazione di energia», afferma convinto Rumgay. «Solo che sarà energia culturale e creativa, come è giusto che sia per una città come Londra». Il nuovo complesso, che sarà completato nel 2009, produrrà però la propria energia elettrica: mentre Battersea rinasce a nuova vita, parte della vecchia anima della centrale verrà conservata.